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IL
PROGRAMMA
L'alba del terzo millennio ha
definitivamente sancito il tramonto delle ideologie che hanno
segnato il XX° Secolo con il loro carico di errori ed orrori .
Oggi sembra che ad esse sopravvivano propaggini che nell'immiserire
la politica priva di valori di riferimento la riducono alla mera
difesa d'interessi meschini e di lobbie; offrendo ai giovani utopie
irrazionali e fallimentari o nel tentativo di mascherare il declino
irreversibile di tali utopie, si afferma che morte le ideologie la
modernità è priva di valori e d'identità.
Per contro noi dobbiamo affermare il valore concreto della
cristianità , necessaria per la costruzione di una comunità umana
vera in una città solidale e vivibile .
VALORI DI RIFERIMENTO
Il marxismo è fallito.
Il modello socialdemocratico ha radicalmente separato libertà da
responsabilità, ed ha costruito un modello di stato sociale in cui
questa separazione è mantenuta, "costringendo" la persona a vivere
senza riferimenti alti in un individualismo asfittico ed egoistico.
Noi vogliamo con Sturzo promuovere un nuovo "Risorgimento dei
Valori", che per quanto riguarda la nostra nazione e la nostra
esperienza concreta di uomini e donne europei non possono che essere
i VALORI CRISTIANI.
I Valori Cristiani sono al tempo stesso valori universalmente umani
che la ragione dell'uomo può scoprire e continuamente riscoprire,
all'interno delle diverse culture e che solo grazie alla libertà
sono riconosciuti ed accolti.
DIGNITA' DELLA PERSONA E DELLA VITA
BIOETICA
I nostri Valori di riferimento ci riconducono poi all'idea della
persona umana come individuo e come comunità, come libertà e come
dono.
Al centro del nostro programma sta la difesa della persona umana e
delle comunità in cui essa si sviluppa e si spande.
Difendere la persona è difendere la vita, dal concepimento fino al
termine naturale, ed è difendere l'ambiente in cui essa si svolge,
sia quello naturale sia quello morale e spirituale.
Il CDU si è battuto in seno al Parlamento europeo contro la immorale
decisione dell'Ufficio brevetti sulla clonazione di esseri umani, ed
è risultato determinante per l'approvazione da parte dello stesso
Parlamento europeo della risoluzione di condanna dell'UBE e di
blocco del rilascio del famigerato brevetto all'Università di
Edimburgo.
L'ulteriore impegno, che ci vedrà in prima linea nel prossimo
Parlamento nazionale, riguarda il rilancio della ricerca scientifica
ed il grande tema delle biotecnologie all'interno di chiari ed
irrinunciabili limiti etici.
FAMIGLIA EDUCAZIONE E POLITICHE SOCIALI
La questione della famiglia tocca direttamente la questione
fondamentale della nostra civilizzazione come peraltro di qualunque
civilizzazione possibile.
Occorre, pertanto, un piano di politiche che assumono la famiglia
come interlocutore centrale della questione sociale.
La FAMIGLIA è il luogo naturale, il contesto culturale, in cui
cresce la personalità responsabile e libera di tutti i suoi
componenti.
In seno alla famiglia il bambino impara a porsi in relazione con la
società, al rispetto di regole ed all'assunzione di responsabilità
attraverso l'esempio insostituibile dei genitori.
Essere Genitori significa assolvere ad una fondamentale funzione
sociale, che porta con sé costi pesanti, economici e materiali.
La nostra società ha avuto la pretesa di ricondurre l'esistenza
dell'uomo al binomio produzione-consumo, assegnando alla capacità di
produrre ricchezza e quindi consumare l'indice di valutazione del
"valore" della persona, condannando così l'uomo a vivere in
superficie, rendendo tutto fugace e transitorio.
Occorre farsi paladini di una NUOVA CIVILTA' DELL'AMORE dove l'uomo
vale per quel che è e non per quel che possiede.
Qui la persona è vista e sperimentata come una realtà che riceve il
proprio contenuto dal rapporto con l'altro.
L'uomo è al tempo stesso individuo e comunità.
L'incrocio di relazione sessuale e di relazione di generazione
all'interno della famiglia fa della famiglia l'istituzione per
eccellenza in cui si apprende il dinamismo proprio dell'essere
personale.
Nella famiglia si creano le strutture psichiche e morali che
permettono di mantenere il delicato equilibrio di individuo e
comunità, di libertà e solidarietà, sul quale si regge la nostra
civilizzazione.
Per questo possiamo dire che dal destino della famiglia dipende il
destino della civiltà.
Nell'affrontare la necessaria riforma dello stato sociale occorre
che gli interlocutori siano le famiglie, le comunità intermedie, il
volontariato, l'associazionismo e la cooperazione sociale.
I bisogni umani sono sempre bisogni qualitativi: il modo in cui sono
soddisfatti è altrettanto importante del fatto quantitavo della loro
soddisfazione.
Aiutare la famiglia a tenere in casa un anziano costa meno che
inviarlo ad una istituzione pubblica di assistenza e l'anziano è più
felice.
Politiche che assumono la famiglia come interlocutore funzionano
meglio e garantiscono un uso migliore delle risorse impiegate.
La centralità del ruolo della famiglia impone una difesa della
libertà della donna che non deve rimanere schiacciata nelle proprie
aspirazioni dal fondamentale ruolo interno alla famiglia e la
necessità di un lavoro esterno.
Necessità quindi una politica che realizzi tempi di lavoro
flessibili capaci di coniugare l'impegno nella famiglia con
l'aspirazione ad una propria carriera lavorativa.
Occorre inoltre un FISCO GIUSTO per le famiglie ed un sostegno per
il reddito familiare che passa attraverso la donna e valorizzi il
ruolo della donna per permetterle di conciliare tempi di lavoro e
tempi della famiglia.
DOBBIAMO ASSUMERE COME BASE PER L'IMPOSIZIONE FISCALE IL REDDITO
DISPONIBILE PER MEMBRO DELLA FAMIGLIA CHE S'OTTIENE DIVIDENDO IL
REDDITO FAMILIARE PER IL NUMERO DEI MEMBRI DELLA FAMIGLIA.
IL compito del nostro impegno è fare in modo che la persona sia al
centro della società, dell'economia e della politica; che essa sia
il fine e non lo strumento del progresso economico; che le ragioni
della persona non siano calpestate in nome delle ragioni del
sistema, dell'ideologia e della conservazione.
SCUOLA RICERCA E FORMAZIONE
Ciò che contribuisce a determinare alcuni tratti dell'identità della
nazione è la politica della famiglia, la politica del lavoro e la
politica della scuola.
I nostri giovani dovranno confrontarsi, al momento del loro
inserimento nel mercato del lavoro, con una concorrenza
agguerritissima, pertanto il momento formativo assume un rilievo
assoluto.
Occorre sviluppare un sistema scuola-università in grado di reggere
la concorrenza formativa con gli altri paesi europei e non.
Il primo elemento necessario per raggiungere tale obiettivo è
l'INSEGNANTE, gli altri elementi sono costituiti dalle risorse
economiche e tecnologiche da mettere a disposizione del sistema
formativo.
L'insegnante non può essere considerato alla stregua di un impiegato
statale, l'insegnante è insieme alla famiglia l'altro elemento
essenziale del sistema educativo
L'insegnante-educatore prepara il bambino e poi il giovane ad
entrare in relazione con la società, oltre a fornire gli strumenti
di formazione.
Sulla figura dell'insegnante necessita quindi una particolare
attenzione, sia sul piano formativo sia di un suo costante
aggiornamento.
Bisogna rideterminare il sistema di selezione degli insegnanti
capace di individuare uomini e donne in grado di stabilire con i
giovani un rapporto educativo.
L'insegnante assume così una funzione sociale elevatissima alla
quale deve corrispondere anche un
adeguato riconoscimento economico.
Particolare rilievo assume la necessità di un effettivo e concreto
canale di comunicazione tra sistema formativo e mondo del lavoro.
La capacità di coinvolgimento del giovane nel processo
educativo-formativo coniugata con l'interlocuzione con il mondo
produttivo consente di sviluppare quelle professionalità necessarie
alla vocazione del territorio dove il giovane dovrà sviluppare il
proprio progetto di vita.
La globalizzazione dell'economia non può significare omologazione
degli individui e dei popoli sul piano planetario, all'incontrario
la globalizzazione dell'economia deve rappresentare un momento
d'incontro delle variegate tradizioni storicamente venute a
determinarsi in un sistema di sussidiarietà e solidarietà.
lo sviluppo ordinato della società.
Un nuovo umanesimo del lavoro, che fecondi la cultura del fare, deve
rappresentare l'obiettivo finale dell'intero sistema
educativo-formativo.
Un sistema educativo-formativo che esalta le vocazioni dei giovani,
li aiuta d inserirsi nel contesto socio economico del loro
territorio, li dota delle capacità culturali e tecniche necessarie a
comprendere lo spirito della propria gente, le vocazioni del
territorio dove vivono è elemento necessario per lo sviluppo
ordinato della società.
Un nuovo umanesimo del lavoro che fecondi la cultura del fare deve
rappresentare l'obiettivo finale dell'intero sistema
educativo-formativo.
LIBERTA' DI EDUCAZIONE
La SCUOLA deve essere sempre più pluralista, aperta e capace di
formare persone libere, virtuose, competenti e capaci di
responsabilità e creatività.
Per il CDU in una società democratica aperta la libertà di scelta
della scuola è un principio irrinunciabile, conseguentemente si
rende necessario il superamento del nostro modello statalista,
peraltro solo italiano.
Le scuole che si basano sull'iniziativa privata ed hanno UNA
FUNZIONE PUBBLICA, rappresentano la libertà e la coscienza della
responsabilità di una società.
I genitori dovranno essere aiutati tramite buoni-scuola,
detassazione ecc. a scegliere la scuola che più risponde ai bisogni
dei loro figli.
Anche l'insegnamento della religione è un momento fondante la
costruzione della personalità del giovane intesa nella sua
globalità; non accettiamo e non accetteremo mai che tale
insegnamento venga stravolto e messo in discussione con motivazioni
faziose, peregrine e "ottocentesche", da certi rappresentanti di
posizioni di pensiero ideologiche proprie di un passato che non
vuole passare.
FORMAZIONE E RICERCA
Se il tema dei prossimi cinque anni è promuovere lo sviluppo diventa
fondamentale elevare la qualità del lavoro italiano, ciò è possibile
solo investendo adeguatamente sulla scuola, sulla formazione
professionale e sulla ricerca scientifica.
Investire sulla scuola, sull'università, sulla formazione
professionale e sulla ricerca scientifica significa mettere i nostri
giovani in grado di guidare processi produttivi sempre più
sofisticati che sono, almeno per il momento, al di là della portata
dei loro coetanei dei paesi emergenti e contemporaneamente porre a
disposizione del mondo dell'imprenditoria nuovi orizzonti atti a
contribuire a rilanciare ulteriormente l'economia del Paese.
LAVORO ECONOMIA SVILUPPO
Il mondo dell'economia è per eccellenza il mondo dei fatti concreti
e pertanto esso va affrontato con una elevata dose di pragmatismo,
diversamente si rischia di essere fuorviati ed espulsi dai mercati.
Ciò premesso ben si comprende come la globalizzazione non sia un
fenomeno ideologico ma prima di tutto un accadimento reale.
Il mercato diventa mondiale, ciascuna impresa entra in competizione
con qualunque altra nel mondo ma è anche in grado, se adeguatamente
attrezzata, di stringere rapporti ed attirare sinergie produttive
con qualunque altra nel mondo.
Con la rivoluzione informatica è l'intero sistema paese che si pone
quale interfaccia al mercato mondiale, chi non partecipa al processo
di globalizzazione è destinato ad una progressiva destabilizzazione
del sistema produttivo fino ad un impoverimento generale.
Occorre porsi su un piano di attiva partecipazione nel processo di
globalizzazione partendo dal presupposto che la propria specificità
va difesa ed è la ragione stessa della necessaria partecipazione a
tale processo.
Vincente è solo una formula politica capace di difendere l'identità
dentro il processo di internazionalizzazione e non prescindendo da
esso. Perde chi rinuncia a difendere l'identità ma perde anche chi
pensa di poterla difendere isolandosi dal mondo.
ECO- ECONOMIA SOCIALE DI MERCATO
L'Europa voluta e costruita dai democratici cristiani si fonda
sull'idea di un mercato competitivo permeato però dai principi di
un'economia sociale di mercato ecologicamente compatibile in cui
esistono le forme di solidarietà, dell'ammortizzatore sociale, della
redistribuzione, le quali però devono essere limpide e sostenibili.
Il futuro dell'Europa continua ad essere legato al concetto di
sussidarietà che rende concreto la conciliazione di libertà e
solidarietà.
La sussidarietà determina di volta in volta a chi compete il dovere
della solidarietà, ordinando così una società solidale ed evitando
che le diverse richieste sociali siano deresponsabilizzate, ponendo
tutto il carico della solidarietà sulle spalle dello Stato, che
evidentemente crolla sotto il suo peso.
NUOVA COMPETITIVITA' E FLESSIBILITA'
La capacità di aggredire il fenomeno della disoccupazione sarà il
punto di snodo della CREDIBILITA' della parte politica chiamata al
governo della Nazione.
L'occupazione può essere promossa solo se un sistema economico ha in
sé la capacità di crescere ed una forte dose di competitività in
grado di reggere in un sistema di economia globale in rapida
evoluzione.
Il sistema delle imprese ha bisogno di essere sostenuto con una
politica di investimenti di risorse di bilancio disponibili a
livello nazionale e comunitario per l'immediata realizzazione di
PROGETTI INFRASTRUTTURALI nei settori dei trasporti, della
logistica, dell'energia e delle telecomunicazioni.
Quanto precede è una necessità di carattere generale che investe
l'intero sistema Italia ma che assume toni drammatici per quel che
concerne il Mezzogiorno ed in particolare la Sicilia, costituendo
tale mancanza una delle concause principali del mancato sviluppo del
meridione d'Italia.
La flessibilità del lavoro, del salario e la mobilità del lavoro
permettono, accanto alla mobilità dei capitali, di assorbire
eventuali fasi economiche depressive.
La flessibilità del lavoro è una condizione resa necessaria
dall'evoluzione tecnologica in continua evoluzione ed è la premessa
perché si passi dalla cultura del posto fisso, in particolare nel
Mezzogiorno, alla cultura del lavoro sicuro se pure non garantito da
un'unica impresa, basti pensare al peso sempre maggiore che assumerà
il lavoro temporaneo.
La flessibilità del salario, coniugata con un sistema di garanzie
nei confronti dei lavoratori, è l'altro strumento utile al fine
dell'incentivazione dell'occupazione.
Non si tratta di ipotizzare la riproposizione ad esempio di gabbie
salariali differenziate tra aree forti del paese ed aree deboli, ma
di promuovere strumenti quali il salario di accesso, contratti di
solidarietà o delegare ad esempio alla trattativa tra le parti un
salario aziendale accessorio differenziato sulla scorta
dell'effettiva capacità di produrre reddito della singola impresa
ecc..
La sinistra al governo ha avuto la pretesa di contrabbandare per
nuovi posti di lavoro realizzati i giovani impegnati nei piani di
inserimento professionale (PIP), nelle Borse Lavoro o nei Lavori
cosiddetti Socialmente Utili.
Tali strumenti rappresentano una nuova e peggiore forma di
precariato, in primo luogo giacché i giovani impegnati raramente
hanno potuto usufruire di una qualche valida formazione
professionale, in secondo luogo i rapporti instaurati secondo tali
strumenti non configurandosi quali rapporti di lavoro subordinato
lasciano scoperti i giovani da qualsiasi copertura previdenziale; la
sinistra, infatti, omette di denunciare quanti giovani hanno
successivamente visto trasformarsi il rapporto precario in un vero
posto di lavoro.
Appare di tutta evidenza che per ovvie ragioni di equilibrio sociale
flessibilità del lavoro, flessibilità del salario e mobilità del
lavoro necessitano di un sistema di garanzie che consenta da una
parte al sistema azienda di muoversi nel mercato del lavoro con la
necessaria rapidità ed ai lavoratori la sicurezza di un trattamento
salariale, assicurativo e previdenziale non eludibile, ipotizzando a
tale fine un sistema dei controlli preventivi e non repressivi con
la costituzione di un Organismo Unico dell'Ispezione del Lavoro che
raggruppi tutti gli organi ispettivi in materia di lavoro.
Le nostre aziende debbono necessariamente internazionalizzarsi in
ciò lo Stato deve intervenire alleggerendo il carico fiscale e
riducendo le bardature burocratiche svolgendo un'insostituibile
funzione di sostegno allo sviluppo.
Crediamo che siano oggi senza difesa e senza protezione i piccoli
imprenditori, gli artigiani, i commercianti ed i coltivatori diretti
ed il settore della pesca che hanno bisogno di un'economia sociale
di mercato, mentre cresce il peso di grandi aziende sostanzialmente
monopolistiche.
Ai nostri imprenditori portatori di lavoro occorre assicurare un
abbattimento dei costi diretti ed indiretti, la detassazione degli
utili reinvestiti, la cancellazione della duplicazione delle tasse
(quale ad esempio l'IRAP) legando il gettito fiscale all'effettivo
reddito dell'impresa superando l'infausto regime degli acconti sui
redditi presunti degli anni successivi.
Occorre in sintesi dare al mondo imprenditoriale la certezza di
regole trasparenti e sicure.
NUOVO PATTO DI SOLIDARIETA' TERRITORIALE
NORD-SUD
Questione settentrionale e questione meridionale rappresentano i due
argomenti che vanno a comporre le ragioni di un nuovo patto
territoriale nell'ambito dell'unità nazionale.
La questione meridionale va affrontata fuori degli schemi
assistenzialisti, che è bene ricordare sono stati imposti al
Mezzogiorno in cambio del mancato sviluppo da un ceto politico
asservito ad interessi forti allocati fuori del meridione.
Il Meridione e la Sicilia in particolare quale risorsa a
disposizione della NAZIONE, non più incentivi ma INVESTIMENTI
PRODUTTIVI LEGATI ALLA VOCAZIONE DEL TERRITORIO, GLI IMPRENDITORI
CHE INTENDONO INVESTIRE IN SICILIA E' QUI CHE DEVONO ALLOCARE LA
SEDE LEGALE, LE DIVISIONI DI RICERCA E SVILUPPO, MARKETING ECC..
La questione meridionale è una QUESTIONE DI LIBERTA', noi
meridionali e noi siciliani dobbiamo partecipare attivamente a
liberare il nostro territorio dall'influenza malavitosa, la Regione
Sicilia deve esercitare il ruolo che il nostro Statuto gli assegna
senza alcuna timidezza o compromesso nei confronti del Governo
centrale, ma deve nel frattempo garantire la piena funzionalità dei
propri uffici ed esercitare sempre di più il ruolo di ente
programmatore e di controllo piuttosto che quello di ente di spesa
direttamente gestita, i comuni, le provincia regionali, le comunità
montane devono anch'essi ammodernare i loro apparati burocratici per
attrarre e favorire gli investimenti.
LA SICILIA IL 13 MAGGIO 2001 ELEGGERA' 82 PARLAMENTARI, 27 SENATORI
E 55 DEPUTATI.
La deputazione Siciliana di là dallo schieramento cui appartiene
ogni singolo parlamentare dovrà costituire una lobbie nell'interesse
della Sicilia
IMPEGNO NEL TERRITORIO
Il territorio che compone il colleggio è nel contempo variegato e
complesso si espande dal triangolo industriale di
Priolo-Melilli-Augusta, alla zona montana Sortino-Pedagaggi di
Carlentini, alla zona a forte intensità agrumicola
Carlentini-Lentini-Francofonte, ed una costa che si estende dalle
spiagge di Marina di Melilli, Priolo fino ad arrivare alla foce del
fiume San Leonardo in territorio di Carlentini passando per la
splendida scogliera di Augusta.
Apparentemente nel nostro territorio insistono tutti gli elementi
per registrare una situazione socio-economica positiva, a tutti i
livelli, sul piano occupazionale, sul piano ambientale ecc..
All'incontrario dobbiamo invece registrare sull'intero territorio
una situazione di forte disagio, che certamente è causata da una
crescente disattenzione, anche del ceto politico, che negli anni non
ha saputo canalizzare le risorse necessarie per consentire lo
sviluppo delle potenzialità che pure insistono localmente.
AREA INDUSTRIALE
PRIOLO MELILLI AUGUSTA
Senza demonizzare la presenza delle grandi industrie bisogna
tuttavia prendere atto che l'espansione dell'occupazione non potrà
venire da quell'area; la dinamica dell'innovazione tecnologica è
tale che le nuove unità che troveranno occupazione sono certamente
esigue(la recente costruzione dell'impianto di coogenerazione
ISAB-ENERGY ha registrato l'impiego di circa 1000 miliardi ed ha
prodotto circa 190 nuovi posti di lavoro).
Bisogna individuare nuovi comparti di sviluppo legati all'area
industriale quale ad esempio il processo di risanamento industriale,
che consentirà nel contempo a rendere compatabile l'industria con il
territorio ed ad ipotizzare nuove occasioni di lavoro.
Le industrie che insistono nel nostro territorio devono trasferire
la sede legale e fiscale nei comuni dove operano e devono
interloquire con le istituzioni locali; non solo per l'evidente
impatto ambientale che essi producono ma anche e soprattutto per
favorire le maestranze locali ed un piano di occupazione diretta che
percentualmente favorisca i giovani dei comuni industriali del
territorio.
Riteniamo infatti che le grandi industrie insistenti nel nostro
territorio, debbano a parità di condizioni e di qualità, impegnare
le aziende locali, favorendone la crescita e la specializzazione.
Esse dovranno rivolgersi ad altri territori solo quando venga
accertata la mancanza di quella specializzazione in loco.
Ciò consentirà alle piccole e medie imprese di continuare a svolgere
il ruolo imprenditoriale ed alle grandi imprese di razionalizzare i
propri costi.
Occorrerà controllare inoltre che le grandi imprese non sottopaghino
il lavoro dei sub-appaltatori orientandole invece su tabelle di
costo/prezzo accertate dalle competenti associazioni di categoria.
Occorre mobilitare sinergie che coniughino programmi di
sviluppo-processi formativi che vedano protagonisti gli enti locali
con la loro attiva partecipazione anche finanziaria:
Il CIAPI di Priolo Gargallo, ad esempio, deve diventare un centro di
formazione di II livello a disposizione del territorio.
II POLO DI SVILUPPO
CIRCUITO TURISTICO
Siracusa ed il suo territorio, sono al centro di un dibattito avente
per oggetto "quale turismo promuovere" ciò rischia di apparire una
mera esercitazione teorica, turismo di massa(?) turismo
culturale(?), di fatto si registra un turismo di transito che
coinvolge essenzialmente il comune capoluogo, Noto e pochi altri.
Il nostro impegno concreto è quello di rilanciare Siracusa ed il suo
territorio nei circuiti turistici internazionali facendo coesistere
un turismo di massa legato alla sua costa ad un turismo culturale
che faccia leva sulle bellezze paesaggistiche, architettoniche,
archeologiche e museali.
Il turismo quale secondo polo di sviluppo deve però essere
organizzato per circuiti integrati che valorizzino l'intero
territorio provinciale.
Per quanto riguarda i comuni della zona nord della provincia, è
questo il nostro impegno, debbono rappresentare uno di quei
auspicabili circuiti, a partire da Priolo con la riacquisizione al
demanio pubblico dell'Isola di Magnisi legata al sito archeologico
di TAPSO in un percorso ideale che li colleghi al sito archeologico
di Megara Iblea in territorio di Melilli ed Augusta, ipotizzando una
sosta a Priolo per visitare la Masseria Gargallo, opportunamente
ristrutturata quale memoria storica della nostra civiltà contadina,
rendere fruibili al pubblico le grotte di Mastro Antonio in Melilli,
di S. Alfio in Villasmundo con il suo suggestivo lago, Palombara in
Città Giardino; per arrivare ad Augusta con il suo splendido
castello svevo e gli incomparabili forti Garcia e Vittoria allocati
in una isoletta all'interno del porto oltre l'hangar rifugio dei
sommergibili nell'ultimo conflitto mondiale, già monumento nazionale
dal 1987 e che giace dimenticato; per arrivare poi a
Lentini-Carlentini con il parco archeologico, il parco del sughero,
completare il Biviere stazione faunistica di interesse primario e da
Carlentini raggiungere Sortino per chiudere il circuito con la
necropoli di pantalica feritoia naturale incastonata nella valle
dell'anapo.
Tutto ciò se realizzato implica la costruzione di infrastrutture al
servizio di un tale progetto alberghi, punti di ristoro, guide
turistiche ecc. tradotti in posti di lavoro stabili ed a costo
ambientale zero.
AGRUMICULTURA
Nel triangolo Lentini-Carlentini-Francofonte l'agrumicultura ha
rappresentato ed in qualche misura continua a rappresentare l'asse
portante dell'economia locale; purtroppo nel tempo tale comparto ha
subito delle continue contrazioni dovute a fattori interni alle
imprese, che non hanno potuto opporre una valida organizzazione atta
a contrastare la concorrenza dei paesi emergenti ed a fattori
oggettivi esterni quali la carenza di una valida rete dei trasporti,
sostegni alla produzione da parte dello stato, diffidenza dei
produttori stessi ad operare in modo associato, una seria politica
promozionale ecc..
Così chè ci troviamo ad avere una produzione qualitativamente
eccellente quali ad esempio il TAROCCO, MORO E SANGUINELLO che
peraltro contengono un patrimonio di sostanze benefiche, dagli
zuccheri agli antiossidanti in grado di contrastare il cancro ecc.,
non comparabile a quello di altri frutti, non conosciuti dai grandi
mercati a causa di una mancata corretta informazione.
Occorre, ed in questo si manifesterà il nostro impegno, da una parte
un forte impegno dello Stato e della Regione Sicilia per un sostegno
alla produzione e commercializzazione del prodotto, anche attraverso
una politica fiscale di favore, attraverso la promozione dei nostri
prodotti ai più vasti mercati, dall'altra aiutando le imprese a
consorziarsi per una loro internazionalizzazione che li aiuti ad
inserirsi nel mercato globale.
Discorso prioritario ed improcrastinabile assume la questione dei
trasporti favorendo l'intermodalità tra porti-ferovia e rete
autostradale.
PORTUALITA' E PESCA
Molto sta cambiando in relazione al demanio marittimo ed alla
possibilità dell'uomo di utilizzare la risorsa "mare" come reale
elemento di sviluppo.
I fenici, i greci e gli arabi hanno da sempre fondato le proprie
ricchezze ed il proprio potere dall'utilizzo di tale risorsa.
La nostra provincia gode di una specificità quasi unica,può vantare,
riorganizzando adeguatamente risorse e strutture, di potere accedere
al mare su diverse direzioni la zona della pesca Portopalo-Marzamemi,
la zona turistica croceristica nel porto di Siracusa ed il porto
commerciale di Augusta per lo sviluppo del tessuto industriale e
produttivo della nostra provincia e senza peccare di presunzione
anche dei territori di Catania e Ragusa.
Qualcosa è stata già fatta, la costituenda port autority segna un
passaggio importante della politica dei trasporti in Sicilia che
insieme al ponte sullo stretto di Messina può rappresentare un
elemento di rilancio in uno con lo sviluppo del settore viario e
ferroviario.
In tema di demanio marittimo c'è ancora un lungo cammino, occorrerà
effettuare un riordino della legislazione esistente, attribuendo
alla nostra Regione ogni diritto e soprattutto ogni canone.
In atto i grandi porti siciliani (demanio statale), come quello di
Augusta, versano i propri introiti allo Stato occorrerà riportare
tali entrate nelle casse della nostra Regione privilegiando i comuni
di appartenenza.
PROTEZIONE CIVILE
In un territorio a fortissima rischiosità sismica in cui insiste un
agglomerato industriale ad alto indice di pericolosità, come quello
del territorio di PRIOLO-MELILLI-AUGUSTA non possono essere
sottovalutate le problematiche di prevenzione grandi rischi.
Non è possibile affidare la gestione di tali eventi alle sole realtà
industriali.
Occorre potenziare le strutture esistenti anche attraverso
l'utilizzo dei fondi per il risanamento ambientale ed affidare la
cooperazione tra le varie forze dell'ordine a professionisti del
settore di comprovata esperienza.
In questo ambito particolare rilevanza assumono le aree pubbliche
organizzate, le strutture di volontariato ed i presidi ospedalieri.
Occorre un adeguato intervento dello Stato a sostegno dei privati
cittadini che intendano produrre interventi di adeguamento sismico
nelle civili abitazioni.
E' necessario sburocratizzare le procedure per l'accesso agli
appositi contributi affidando ad un'unica autorità la gestione delle
suddette procedure ed assicurare tempi certi di definizione delle
pratiche, prevedendo anche l'istituzione di meccanismi automatici di
accesso al credito.
SANITA'
Sperare in una riorganizzazione del settore sanitario locale è un
sogno al quale occorre dare i connotati di realtà.
Il piano regionale sanità che avrebbe dovuto prevedere una
ristrutturazione dei presidi ospedalieri esistenti di cui si parla
da anni è una mera esercitazione mentale, in quanto occorre fare i
conti più che con i numeri dei ricoverati o di interventi
effettuati, con quanto detto in precedenza.
E' infatti ineludibile che siamo collocati in una zona in cui tra
rischio sismico, ambientale e bellico è certamente poco e malo
organizzato ciò che esiste.
Non è possibile non attrezzare adeguatamente le strutture
ospedalieri esistenti; non è possibile non ultimare opere di
assoluta rilevanza come il nuovo ospedale di Lentini, non è
possibile costringere i nostri concittadini ai viaggi della speranza
sottoponendoli a lunghissimi tempi di attesa, anche per accertamenti
che dovrebbero essere oramai garantiti in tempi reali.
Occorre promuovere concretamente la medicina preventiva garantendo
l'utilizzo immediato delle strutture pubbliche che devono potere
agire in regime concorrenziale a quelle private.
Occorre favorire l'istituzione di policlinici universitari capaci di
monitorare, prevenire e curare patologie indotte dalla presenza di
sostanze inquinanti nell'area.
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